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STIGMATIZZAZIONE DEL TUMORE DEL POLMONE

Le persone affette da tumore del polmone vengono troppo spesso stigmatizzate a causa della
stretta correlazione tra l’abitudine tabagica e l’insorgenza della patologia.
Una ricerca, condotta da Ipsos MORI, per conto della Global Lung Cancer Coalition, ha portato
a conoscenza di tutti la percezione su questa malattia, considerata una delle forme più temibili
di cancro.
I ricercatori hanno scoperto che una percentuale compresa tra il 10% e il 29% di persone
intervistate, hanno ammesso di sentirsi meno solidali verso chi soffre di tumore del polmone a
causa dell’associazione, nota ormai da tempo, con il fumo di sigaretta e altri prodotti del
tabacco.
La ricerca è stata condotta intervistando oltre 16.000 persone in 16 paesi. Al termine della
stessa è stato provato che in alcuni casi, il grado di solidarietà espresso dalle persone
intervistate è stato influenzato dalla diffusione che l’abitudine tabagica ha nel loro paese. In
generale coloro che vivono in paesi che hanno un basso numero di fumatori hanno ammesso
di sentirsi meno solidali con chi sia affetto da tumore polmonare rispetto ad altre forme di
tumore. Tuttavia in questa ricerca hanno svolto un ruolo importante anche fattori culturali o
tradizionali.
L’indagine è stata condotta tra gennaio e marzo del 2010 in sedici paesi diversi, tra i quali
l’Italia e in ogni paese sono state fatte circa 1.000 interviste, o di persona o per telefono.
Il report ha evidenziato delle variazioni significative tra i paesi nella percentuale di adulti che
dichiarano di sentirsi meno solidali con le persone affette da tumore al polmone, in particolare
l’Italia, al pari della Svezia e della Svizzera ha fatto registrare un 16%.
Il Dott. Matthew Peters, Presidente della Global Lung Cancer Coalition,composta da 26
associazioni non governative di pazienti operanti in tutto il mondo, ha dichiarato: “Questa
ricerca conferma quanto sospettavamo da tempo, e cioè che il tumore al polmone è percepito
da alcuni come una “colpa”. “Anche se la maggioranza degli intervistati ha respinto questa
idea, una percentuale significativa ha invece ammesso di stigmatizzare di fatto la malattia.
Questo atteggiamento di biasimo non si percepisce nei confronti di nessun altra malattia. Il
tumore al polmone è il big killer, fa più morti di altre forme tumorali insieme, per cui non c’è
posto per la colpa o la vergogna che influiscono negativamente sulle persone, impedendo loro
di creare dei presupposti che permettano alle persone afflitte da questa malattia di vivere più
a lungo e con una qualità di vita migliore, dopo aver ricevuto una diagnosi di tumore
polmonare. Nessuno merita questa malattia”.